Non è un caso che in un sito dedicato alla mastoplastica additiva, vi sia una sezione interamente dedicata alla mastopessi. Si tratta di un intervento che viene spesso associato alla mastoplastica e consiste nel lifting del seno, in grado di sollevare e rassodare un seno molto rilassato. Anch'esso è molto richiesto, ma è ben più complesso rispetto alla mastoplastica.
Così come di consueto, chi decide di sottoporsi ad un intervento per il rifacimento del seno avrà un iter da seguire.
Si comincia sempre con un incontro preliminare con il medico chirurgo, al quale si spiegheranno le proprie aspettative dalla chirurgia e la taglia ideale che si vorrebbe raggiungere.
In particolare, il medico valuterà il grado di ptosi mammaria, ossia la quantità di tessuto del seno che risulta spostato verso il basso rispetto alla posizione ideale. Dopo questa analisi, il medico suggerirà il proprio piano operatorio per raggiungere un risultato proporzionato e quanto più naturale possibile.
L'intervento di mastopessi, come anticipavamo qualche riga più in alto, può essere usato in associazione alla mastoplastica. In particolare, quando si va a sollevare e rassodare il seno, mantenendo inalterato il volume possiamo parlare di lifting al seno. Se, invece, se ne migliora la consistenza e la forma associandolo alla mastoplastica additiva, possiamo parlare di mastopessi con protesi. Infine, se per migliorare il profilo del seno se ne riduce il volume, parliamo di mastopessi associata a mastoplastica riduttiva.
La mastopessi viene realizzata in anestesia locale con sedazione profonda della paziente, in modo da evitare l'anestesia generale che comporterebbe un giorno di ricovero e diversi effetti collaterali come nausea, stanchezza, etc. L'interveno dura da quaranta a novanta minuti, in base al tipo di mastopessi da effettuare. Al momento, vi sono tre tecniche di incisione previste per il lifting del seno:
Incisione all'areola: sposta il capezzolo in una posizione più adatta e più in alto rispetto al solco sottomammario.
Verticalmente, sotto l'areola
Sotto il solco sottomammario: con l'incisione verticale per dare più tono.
L'intervento di mastopessi coinvolge, come è chiaro, tessuti superficiali e profondi del seno.
Dunque è del tutto normale che nei giorni successivi l'operazione si verifichi un certo gonfiore, associato a del dolore che può essere calmato con un normale antidolorifico che il chirurgo stesso solitamente prescrive prima della dimissione dalla clinica.
L'attività lavorativa che prevede sforzo fisico e ampio uso delle braccia va sospesa fino alla completa guarigione, poiché potrebbe altrimenti rallentare la cicatrizzazione dei tessuti e causare ulteriore gonfiore.
Si faccia attenzione a sottolineare che dopo un intervento di mastopessi, non sempre si potrà allattare. Le incisioni, infatti, a seconda della tecnica di incisione effettuata, potrebbero recidere i dotti galattofori, con conseguente impossibilità d'allattamento.
Anche i rischi e le complicanze sono presenti, nella stessa misura degli altri interventi chirurgici. Fortunatamente, gran parte dei rischi dovuti all'intervento vengono annullati grazie alle indagini pre operatorie che il medico chirurgo effettuerà prima di procedere.
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